.......A colpi di note .......
TEATRO VERDI-Le giornate del
cinema muto
7 ottobre 2007 - ore
17.00
- THE COOK (USA, 1918) di
e con Roscoe Fatty Arbuckle
- PASS THE GRAVY (USA, 1928)
di Fred Guiol e Leo McCarey Accompagnamento Childrens Pordenone
Orchestra.
Debutta lo spettacolo prodotto
dalla Mediateca Pordenone di Cinemazero, in cui due mini-orchestre
di studenti della Scuola secondaria di 1°grado "Centro
Storico", rimusicano due film muti. Si tratta del momento finale
di un percorso didattico ben più lungo, nel quale un gruppo
di cinquanta studenti, guidati dalle insegnanti Del Col, Avon e
Sogaro, hanno sperimentato un approccio pratico ad un film muto
nell'ottica di scriverne una partitura di accompagnamento.
Introduzione di Elisabetta Pieretto-MediatecaPordenone
Cinemazero
Da anni, attraverso la propria Mediateca, Cinemazero è impegnato
nella diffusione della cultura cinematografica tra le giovani generazioni.
“A colpi di note” è il momento finale di un percorso
didattico, coordinato con le docenti di musica della Scuola Media
“Centro Storico” di Pordenone, nel corso del quale cinquanta
studenti tra gli undici e i tredici anni hanno affrontato le problematiche
dell’accompagnamento musicale per film muti, con l’obiettivo
di creare una nuova partitura per ciascuna delle due comiche loro
proposte dai coordinatori del progetto e presentate anni prima dalle
Giornate del Cinema Muto – The Cook nel 1999 e Pass the Gravy
nel 1994. Un obiettivo audace che ha richiesto una parte teorica
di avvicinamento al cinema del passato e ai principali fondamenti
dell’accompagnamento; è poi seguita una fase pratica,
durante la quale è stata fatta un’analisi visiva delle
due opere da musicare. Sono così state elaborate due partiture
che impiegano tutti gli strumenti suonati dai ragazzi e nel contempo
evidenziano le suggestioni provenienti dai film stessi.
Se in The Cook la funzione di Buster Keaton è quella di inseguire
Fatty Arbuckle in una straordinaria danza giocata su una opposizione
fisica, ma anche caratteriale, che è alla base di tante coppie
comiche generando meccanismi che suscitano quel “divertimento”
propedeutico allo sguardo consapevole e quindi alla strutturazione
dell’elaborazione sonora, in Pass the Gravy l’arte mimica
di Max Davidson permette un’incursione alle radici del motto
di spirito ebraico e del senso dell’ironia recuperando temi
musicali capaci di evocare quel tipo di cultura. – Elisabetta
Pieretto
Introduzione di MariaLuisa
Sogaro-Insegnante di Musica alla Scuola sec.1°grado "Centro
storico"
Ho cominciato a seguire “Le Giornate”
vent’anni fa, dapprima con curiosità e poi con passione.
Non avrei osato pensare di confrontarmi con una pellicola dall’altra
parte del confine di rispetto, cioè nel golfo mistico. Ho
sempre evitato con sacro terrore l’esibizione in prima persona
e sono più di trent’anni che svolgo, dopo i regolari
studi accademici, l’attività d’insegnante d’educazione
musicale nella scuola media statale. Mi sono perfezionata in pianoforte
a Trieste con lo straordinario maestro Luciano Gante, ho curato
la preparazione d’alcuni bravi allievi, come Mauro Colombis,
ed ho frequentato i corsi d’aggiornamento sulla didattica
degli audiovisivi di Cinemazero.
Ogni anno, ad ottobre, c’era una settimana d’evasione
dalla quotidianità pordenonese, un viaggio della mente, nel
tempo e nello spazio, senza limiti. Ho sempre cercato di seguire
il maggior numero possibile di proiezioni pomeridiane e serali (perché
il mattino ero a scuola) ed il primo amore è stato Lillian
Gish. La proiezione sul grande schermo, l’assenza del suono
della voce umana che crea una specie di sospensione percettiva,
mentre il senso della narrazione è affidato esclusivamente
all’accompagnamento musicale dal vivo, generano emozioni viscerali:
il fascino di Rodolfo Valentino mi è stato finalmente chiaro
dopo un suo perforante primo piano.
L’atmosfera del teatro Verdi era “magica”: si
respirava un fervore emotivo ed intellettuale unico nel panorama
culturale della nostra città ed il festival cresceva qualitativamente
sia nelle proposte filmiche sia in quelle musicali. Ma all’orizzonte
se ne profilava la demolizione: inutili la raccolta di firme, le
proroghe… e quindi emigrazione a Sacile. Nonostante si sia
trattato, per me, di un vero e proprio lutto, devo riconoscere che
gli anni di Sacile sono stati molto proficui e mi hanno permesso
di avvicinarmi maggiormente al mondo degli studiosi e dei musicisti.
Fondamentale è stata l’esperienza della “Scuola
di musica per immagini” creata da Neil Brand.
Coltivavo dal 1994 un’idea e lo scorso anno Elisabetta Pieretto
mi ha offerto l’opportunità di concretizzarla, proponendomi
un corso di film e musica per gli alunni della mia scuola. È
nato “A colpi di note”, un laboratorio nel quale abbiamo
coinvolto le colleghe Patrizia Avon e Cinzia Del Col ed un gruppo
d’alunni, per rimusicare insieme due comiche che erano nel
mio cuore: The Cook e Pass the Gravy. Il seminario si è svolto
da dicembre a giugno: una prima parte teorica, tenuta dai formatori
di Cinemazero, di lettura ed analisi del testo filmico ed una seconda
parte di laboratorio strumentale curato dalle docenti di musica.
Ci è sembrato giusto riaccogliere “Le Giornate”
nella nostra città coinvolgendo attivamente gli alunni, il
pubblico di domani.
Sono stati sei mesi di lavoro intenso e difficile, perché
ci siamo “inventate” un progetto nuovo ed insieme antico.
Le più belle soddisfazioni sono giunte dai ragazzi che hanno
partecipato con entusiasmo, maturando un interesse più consapevole
verso l’arte del cinema muto. – Maria Luisa Sogaro
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